Il monte Bibele è massiccio montuoso del medio Appennino bolognese facente interamente parte del bacino del torrente Idice e la cui vetta massima, 617 metri sul livello del mare, è situata nel territorio del nostro Comune.

Il toponimo Bibele deriva dal verbo latino bibo che significa bere; questa montagna, infatti, nonostante la poco elevata altezza, era nota sin dall'antichità, col nome di monte Bibulo per essere molto prolifica di sorgenti perenni di acqua dolce e sulfurea. Esse, poi, originano piccoli ruscelli che alimentano costantemente i due principali torrenti ai quali il monte funge da spartiacque, l’ancora piccolo torrente Zena sul versante sinistro e il torrente Idice sul versante destro.

Il massiccio è un importante sito archeologico, con diversi insediamenti attribuibili agli Etruschi ed ai Galli Boi; è stato oggetto, a partire dal 1973, di ricerche archeologiche che hanno messo in luce  un insediamento etrusco-celtico composto da un abitato, un sepolcreto e due luoghi di culto.

MonteBibele 6La zona, che coinvolge le cime principali del massiccio ossia Monte Savino, Monte Tanburino e Monte Bibele, risulta abitata fin dall’era preistorica e si rivela  ricca di reperti archeologici databili a partire dall'età del Rame, tuttavia deve la sua notorietà e importanza archeologica agli scavi che hanno riportato alla luce, oltre i resti di un abitato etrusco/celtico con relativa necropoli, anche diverse aree di culto, riferibili ad un periodo collocabile tra l'età del Bronzo e la seconda età del Ferro.
Già nel V secolo a.C. la Valle dell'Idice costituiva un'area di confine tra il territorio emiliano occidentale, culturalmente etrusco, e quello romagnolo, di tradizione umbra. Inoltre rappresentava anche  un naturale collegamento tra il lato emiliano e il lato toscano dell'Appennino.

La posizione strategica su una delle antiche vie transappenniniche che mettevano in collegamento la costa tirrenica con quella adriatica,  la vicinanza a importanti bacini minerari ( soprattutto di rame, ferro e gesso) e la ricchezza di acque sorgive furono  con ogni probabilità le ragioni principali che indussero le popolazioni antiche ad insediarsi in quest'area.

All'inizio del III secolo a.C. i Galli Boi strinsero un'alleanza con gli Etruschi e questo generò un’ integrazione culturale evidente; la storiografia e l'archeologia attestano, infatti, l'influenza profonda e il fascino che la cultura etrusca esercitò su questi celti cisalpini, tanto che i loro corredi tombali del III secolo non si differenziano più da quelli delle popolazioni non celtiche.

La coabitazione tra i due popoli, di cultura profondamente differente, è ciò che  distingue il sito archeologico di Monte Bibele dagli altri: si tratta di un esempio, praticamente unico in tutta Europa, di convivenza e unione pacifica.

A Monte Bibele è in effetti attestata la fase di una vera e completa fusione tra le due comunità, etrusca e celtica, sancita da matrimoni di alleanza tra personaggi di rango delle due genti.

Monte Bibele cadde in declino tra la fine del III e l'inizio del II secolo a.C., quando le vittorie romane sui Galli modificarono fortemente l'assetto del territorio. Proprio in questo periodo, poi, un incendio distrusse l’intero abitato e proprio grazie a questo si è resa possibile la conservazione di legni, cereali, legumi e frutti ridotti allo stato di carbone.  Si tratta di reperti che ci inducono a pensare che le tracce di questo incendio risalgano alla fine del III - inizi II sec. a.C., quando i romani conclusero le operazioni militari contro i Galli Boi ( nel 191), fondarono la colonia latina di Bononia ( nel 189) e strutturarono la Flaminia Minore (nel 187), localizzabile ancora oggi di fronte a Monte Bibele. Inoltre, l'abbondante documentazione di ceramica liscia o suddipinta, principalmente documentazione etrusco-volterrana, ricopre un arco cronologico dal IV al II sec. a.C., con una concentrazione nel III sec. a.C. Anche le monete non vanno molto addentro al II sec. a.C.MonteBibele 5

Solamente il caso portò ai primi rinvenimenti che si possono datare nei primi anni sessanta del ventesimo secolo. Alcuni cacciatori alla ricerca di un tasso trovarono una statuetta del V secolo e segnalarono il ritrovamento agli enti interessati che, nel giro di 10 anni, iniziarono le campagne di scavo, curate dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Bologna. Queste hanno consentito la ricostruzione della storia complessiva del sito e l'indagine archeologica ha rivelato un villaggio di collina delimitato da muri a secco e con abitazioni di forma rettangolare.

Le ricerche archeologiche finanziate (dal 1973) dal comune di Monterenzio e (dal 1978) dall'Università di Bologna, hanno permesso di definire concretamente la struttura dell'insediamento che si sviluppò dalla fine del V secolo a.C. alle quote più elevate del massiccio (tra 500 e 600 metri s.l.m.): un complesso formato da un abitato, un sepolcreto e almeno due zone di culto che, per le proprie specificità, hanno dato la possibilità di ricomporre un quadro della vita quotidiana e delle relazioni sociali, del rituale funerario, delle credenze religiose di quella comunità di duecento, trecento persone che tra il 400 e il 200 a.C. visse a Monte Bibele.

L’associazione di abitato con necropoli ed aree sacre rese il complesso archeologico di Monte Bibele uno dei siti di maggiore interesse per l'archeologia dei Celti in Italia, comportando la  creazione di un museo archeologico di Monterenzio dove custodire i reperti riportati alla luce. Il Museo, intitolato alla memoria dell’archeologo Luigi Fantini, ospita ciò che è stato rinvenuto nella valle dell’Idice e in quella limitrofa del torrente Zena dall'età della Pietra fino all'età Romana. La maggior parte dei ritrovamenti è riconducibile agli scavi nella necropoli di Monterenzio Vecchia, nell’abitato di Monte Savino e nella relativa necropoli di Monte Tamburino.

All’interno del museo si può ammirare la fedele ricostruzione a grandezza naturale di una capanna che illustra i vari aspetti della vita quotidiana nel villaggio etrusco-celtico del IV- III secolo a.C. Nelle teche gli splendidi corredi funerari testimoniano i momenti della convivenza tra la comunità etrusca originaria e i Galli Boi che conquistarono e dominarono per secoli queste zone.

Dal 2006 è possibile apprezzare all’esterno del museo una capanna e un forno per la cottura della ceramica che, oltre ad essere vere e proprie riproduzioni di strutture documentate archeologicamente, sono anche ottimi esempi di come l'archeologia sperimentale possa produrre effetti straordinari anche in termini di efficacia di comunicazione.

A chiusura del percorso museale sono esposti i materiali provenienti dai nuovi scavi di Monterenzio Vecchio, tra cui è di grande interesse il kantharos (coppa per bere) a figure rosse con draghi anguiformi contrapposti, uno straordinario pezzo di produzione etrusco-tirrenica, databile alla seconda metà del IV secolo a.C.

Complementare al percorso nel museo è, poi,  la visita al sito archeologico di Monte Bibele, raggiungibile in auto e dopo una breve passeggiata nel bosco, in cui è possibile ripercorrere le strade dell’antico villaggio dove sono ancora visibili ampi tratti di muri pertinenti a strutture abitative e la grande cisterna che costituiva la riserva d’acqua di tutto l’insediamento.
Per tutti questi motivi l 'esposizione conserva la più completa raccolta di materiali celtici della regione e una delle più importanti in Italia.

Il Museo oltre ad ospitare laboratori di ricerca e didattica museografica del Dipartimento di Archeologia (massimo promotore della sua realizzazione assieme al comune di Monterenzio) accoglie anche un'aula appositamente attrezzata per la didattica alle scuole.
Nell'area continuano le ricerche degli archeologi, in quanto la completezza del sito (abitato/aree sacre/necropoli), le centinaia di reperti rinvenuti, la vitalità dei commerci e degli scambi, la posizione centrale nel quadro celtico/europeo fanno di Monte Bibele un sito di rilievo internazionale per ciò che concerne l'archeologia dei Celti.

Argomenti correlati e documenti video:

2010 - History Channel - I Celti un popolo di guerrieri

Maggiori informazioni:

http://www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/ricerca/archeologia/i-progetti-di-ricerca/missioni-archeologiche-i-emilia-romagna/monterenzio-vecchio-e-monte-bibele-bo/index.html

http://www.montebibele.eu/it/home

Joomla templates by a4joomla